lunedì 5 gennaio 2015

DOMANI REGGINA-MARTINA FRANCA (Ore 20)

I MODI DI VIVERE
Nella gara con i pugliesi ci appelliamo alla Befana: ci porti carbone da anni, abbiamo voglia di tornare bambini e tirare fuori dalla calza un regalo

Bruno Cirillo, Lillo Foti ed Emanuele Belardi
Prima gara del 2015 per la nostra Reggina, l’avversario di turno è il Martina Franca, squadra anch’essa in difficoltà di organico ma il cui punteggio in classifica dice 20 punti, buoni rispetto alle attese. I punti in casa amaranto invece sono soltanto 6, qualcuno dovrebbe essere restituito dalla giustizia sportiva in questo mese denso di altri appuntamenti importanti. È il mese decisivo per il futuro della Reggina, non tanto per le sottoscrizioni dell’azionariato popolare o le fantomatiche cordate, quanto per gli impegni relativi al calciomercato ed alcune gare fondamentali, come il derby di ritorno al San Filippo.  La squadra è in ristrutturazione, tra i convocati per la gara contro il Martina c’è anche Insigne che veniva dato per partente. Il giocatore è bravo tecnicamente ma serve qualcosa in più sotto l’aspetto caratteriale, sta a lui dimostrare di essere da Reggina. Nulla è dovuto, lo abbiamo ringraziato per il derby contro il Cosenza, la stima e l’affetto vanno conquistati coi fatti, giorno dopo giorno, gara dopo gara.

Ci sono moltissimi argomenti caldi sui quali soffermarsi, partiamo dal presidente, cioè, dal principale artefice dello scempio dell’anno 2014, per non tornare a parlare dei precedenti. Dobbiamo evidenziare una frase di Foti in sede di presentazione dei nuovi ritorni di Belardi e Cirillo: «Capisco le difficoltà di qualcuno a intendere e a volere, perché non tutti viviamo la vita alla stessa maniera, però sono gli esempi di persone come Bruno Cirillo e come Emanuele Belardi che ti danno la possibilità di poterci credere e di sorridere. Qualcuno di voi non sorride, ma io grazie a Dio sorrido e spero che il mio sorriso possa contagiare e dare forza anche a voi, ve lo auguro con tutto il cuore. Sono felice, la Reggina è felice: oggi è una giornata importante».

Ci soffermiamo su un passaggio riguardante alcuni giornalisti incapaci di intendere e di volere, forse gli stessi che lo applaudivano qualche giorno fa durante la conferenza stampa congiunta con le istituzioni, forse gli stessi che non perdevano occasione per parlare male alle spalle di questo blog reo di essere offensivo nei loro confronti. Al vostro posto invece di subire supinamente avremmo “scapolato” un pc mirando i baffi fossimo stati insultati così. Nel frattempo un vecchio proverbio ci viene in soccorso: chi tace, acconsente.

Andando oltre possiamo dire che, per fortuna, presidente noi da queste parti viviamo in maniera diversa, per esempio durante i compleanni lavoriamo, lei ci risulta si rechi alle Maldive nel giorno conclusivo del calcio-mercato.

Viviamo in maniera diversa perché anche noi soffriamo la morsa della crisi ma cerchiamo di rispettare gli impegni senza lamentarci o chiedere alla collettività in conferenza stampa. Inoltre, quando le cose vanno bene, a noi piace condividere le gioie con gli altri tifosi, a volte persino sconosciuti, lei le ha sempre condivise con la sua famiglia.

Viviamo in maniera diversa perché se dobbiamo scontrarci lo facciamo, ma da pari a pari, non ci mettiamo coi ragazzini per difendere un parente da una posizione di dominio.

Viviamo in modo diverso perché non ci piace fare i fighi con termini di cui non comprendiamo il significato; siamo sempre gli stessi, magari avremo qualche capello in meno e qualche altro bianco (come lei), ma non siamo i tipi che davanti alle responsabilità rinfacciano il passato vincente.

Viviamo in maniera diversa perché non diciamo un “quasi” nel mezzo di una frase del genere: «Sono sereno per quello che riguarda il mio operato a cui riconosco sinceramente parecchi errori, ma ho la coscienza fino a questo momento di aver fatto quasi sempre l’interesse della società che rappresento». Non incolliamo la sentenza del Tnas perché ci dà noia rileggere certe cose ma le possiamo garantire che quel quasi è ampiamente beffardo nei confronti del tifoso che paga.

Viviamo in modo diverso perché se a novembre diciamo una cosa, difficilmente a dicembre ne facciamo un’altra: «Questa è una squadra buona, che ha commesso degli errori. Questa squadra si salva. Non farò scappare nessuno. L’ho detto al mio amico Armellino stasera negli spogliatoi. I ragazzi devono stare qui a soffrire come soffro io. A gennaio non si muove nessuno. Credo che questa squadra abbia bisogno di 3-4 ritocchi, per supportarla, sostenerla ed uscire fuori da questa situazione. Quindi la volontà da parte mia, o se ci sarà qualche altro non è un problema, c’è. Fermo restando che nessuno va via, e questo ve lo assicuro, è un dato certo». Anche qui non incolliamo notizie ma come tutti saprete è stato un fuggi fuggi generale.

L’apoteosi però è stata la notizia, partita da lui stesso, della cordata australiana, successivamente smentita con critica annessa nei confronti di chi l’aveva raccontata! Sorridiamo spesso anche noi presidente, però a volte ci aiuta proprio lei a farlo.

Ogni tanto qualcosa però la dice ed anche interessante. E’ vero che il capitale sociale è liberamente sottoscrivibile da chiunque ne abbia intenzione: mettendone sul mercato la metà, attraverso l’aumento precedentemente deliberato, matematicamente c’è l’ipotesi che qualcuno sottoscriva quasi per intero (al netto delle azioni comprate dai tifosi) quelle quote ed abbia la maggioranza, considerato che non è di sua proprietà tutto il capitale sociale. In pratica con poco più di un milione di euro si avrebbe una maggioranza, questo è stato esposto chiaramente durante una delle ultime interviste e non c’è nulla da dire. Siccome evidentemente gli interessati, se esistono, hanno altre intenzioni, ecco spiegata la nostra perplessità sui nuovi eventuali acquirenti.

In squadra sono arrivati Belardi e Cirillo, sono due innesti che in questa Lega Pro (simile più ad una C2 che alla vecchia C1) possono dire la loro. C’è da rilevare però che se una compagine come la nostra deve ricorrere a tali cavalli di ritorno, per creare gruppo e risollevarsi in classifica, significa certamente che c’è gente riconoscente ma significa anche il totale fallimento, negli ultimi anni, di una scuola dei giovani che evidentemente non ha prodotto gli stessi valori di quelli che li hanno preceduti, sia dal punto di vista tecnico ma ancor di più dal lato caratteriale. La mancata convocazione di Louzada, al solito dubbio rientro dal Brasile, è solo l’ultima, in ordine di tempo, conferma di quanto si è scritto in precedenza.

Di buono c’è che non vedremo alcuni trotterellare, probabilmente ne arriveranno altri in questi giorni. Intanto si va in campo nel giorno della Befana, il carbone ce lo porta da anni, vorremmo tanto tornare bambini e tirar fuori dalla calza un regalo!
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