mercoledì 30 settembre 2015

REGGIO CALABRIA-DUE TORRI 1-0

Marcatore: Cucinotti 24’ p.t.
REGGIO CALABRIA: Comandè, Cucinotti, D’Angelo, Roselli, Corso, Condomitti, Dentice, Pescatore, Zampaglione (Pelosi 16’ s.t.), Mangiola (Riva 22’ s.t.), Bramucci (De Marco 1’ s.t.). All. Cozza
DUE TORRI: Paterniti, Acquaviva (Cardaci 33’ s.t.), Scolaro, Akuku (Genovese 1’ p.t.), Cassaro, Tricamo, Marino, Calafiore, Petrullo, Giacobbe, Postorino (Cicirello 13’ p.t.). All. Venuto
Arbitro: Festa di Avellino
Note: ammoniti Pescatore, D’Angelo, Mangiola, Cardaci. Recuperi 0’ più 3’

REGGIO CALABRIA – Con un gol di Cucinotti a metà primo tempo l’Asd Reggio Calabria supera il Due Torri per 1-0 e si qualifica per il secondo turno di Coppa Italia Serie D che si disputerà il 28 ottobre a Palmi. La squadra tirrenica, infatti, oggi ha vinto il derby contro il Roccella in trasferta, 2-1. Pochissimo il pubblico presente allo stadio oggi, duecento persone circa calciatori compresi. Sempre oggi la Lega Nazionale Dilettanti ha respinto il ricorso dell’Asd Reggio Calabria che quindi dovrà giocare a porte chiuse, domenica, contro la Vigor Lamezia. Accolto il reclamo riguardante il tecnico Cozza a cui erano state comminate due giornate di squalifica: domenica siederà in panchina.
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martedì 29 settembre 2015

IDDUSAPI BY NIGHT

Tanti auguri di buon compleanno a Mauro Rosin, uno dei più grandi portieri della storia amaranto. Caro Mauro, fidati, anche oggi saresti meglio di tanti portieri passati da qui.














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lunedì 28 settembre 2015

TATTICAMENTE Cavese-Reggio Calabria 2-0

Partiamo da un gol annullato alla Cavese per un fuorigioco che non c’è. La squadra è scesa in campo per fare una partita difensiva schierandosi al limite della propria area, qui avevano trovato il modo di entrare lateralmente e come si può vedere, con il confronto delle distanze, il giocatore che andrà a segnare è tenuto in gioco dal centrale.
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Questa è l’essenza di una gara che ci hanno mal raccontato in radio, su un passaggio del portiere al loro terzino sinistro andremo a vedere come si contrappone la squadra…

La squadra amaranto non c’è. Ci sono soltanto i due attaccanti che coprono la parte centrale mentre sulle fasce posso scegliere dove giocare. In questo caso addirittura lanciano, immaginate quanto siamo indietro.

Eccoci a dieci metri dall’area, con l’avversario che può controllare quel lancio e già puntare il difensore. In quattro secondi la palla dalle mani del portiere è arrivata qui!
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Martino e Cozza hanno preparato un bunker difensivo che si può notare dentro il cerchio, l’altra metà della squadra è accanto ma fuori inquadratura. La Cavese si ritrova un muro davanti, questa è la risposta alle distanze tra i reparti, in pratica li abbiamo chiusi davanti alla nostra area, come una squadretta che va a giocare contro una squadra blasonata. Senza andare troppo indietro nel tempo, come la Leonfortese che è scesa al Granillo!
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Lasciamo perdere rigori ed errori su altre azioni, tutta roba deprimente, comprese le proteste per un rigore nel primo tempo reclamato dal Reggio Calabria che non c’era. Qui mostriamo qualcosa di bello, fatto dall’unico che sta facendo qualcosa di buono: Arena. Controlla il solito pallone lanciato da dietro con uno stop di mezzo esterno a seguire che inchioda il pallone e lo rende giocabile.

Punta gli avversari ed intelligentemente passa nel mezzo entrando in area da solo, poi la conclusione sarà respinta di petto dal portiere dopo uno strano rimbalzo.
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In conclusione, in quattro giornate siamo passati da una squadra che doveva proporre calcio all’anticalcio più puro del tutti dietro. Sapevamo di andare al massacro dopo il cambio di modulo al 5-3-2 che nessun allenatore vuol fare ma che a Reggio tutti hanno fatto. Se siamo penultimi significa che non è sbagliato il modulo e l’allenatore, sono sbagliati anche i calciatori ma ancora prima chi li ha scelti. Chiaro esempio per esonerare DG e mister ma non si può: il primo l’ha scelto il sindaco, il secondo è socio di un proprietario della squadra. I 3.500 abbonati, gli amici che entrano gratis ed i pochi che faranno il biglietto, probabilmente vedranno una vittoria contro i ragazzini che schiera la Vigor Lamezia ma sanno che il giro ricomincia a Rende. Poveri noi…
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sabato 26 settembre 2015

Domani CAVESE-REGGIO CALABRIA

NOSTALGIA COLOMBA
L’ex tecnico in città. A Cava si riparte dal 5-3-2

Più che “Nostalgia Canaglia” è “Nostalgia Colomba”
Settimana particolare quella che ha accompagnato l’Asd Reggio Calabria verso la sfida di Cava de’ Tirreni dopo la sconfitta con la Leonfortese ha lasciato strascichi. Già domenica sera è cambiato il modulo, dal 4-3-3 si passerà al 3-5-2 (anche se sarebbe meglio chiamarlo 5-3-2). Lo chiamavamo lo schema “Made in Sant’Agata” ed invece è un vero e proprio… cliché del calcio amaranto. Onestamente non ne sentivamo la mancanza, né lo reputiamo uno schema adatto ad una squadra che, a parole, vuole vincere il campionato. I campionati si vincono giocando a calcio e non facendo lo schema più anticalcio che ci sia.

Ci hanno lasciato perplessi le dichiarazioni di Cozza a fine partita («da ora in poi giocherà solo chi merita di farlo, gli altri potranno allenarsi dietro la porta») come se qualcuno stesse remando contro. Il carico, passato sottotraccia, l’ha calato Arena: «In campo facciamo quello che ci dice il mister». A noi è sembrato un vero atto d’accusa nei confronti del tecnico. Cava de’ Tirreni darà risposte, le attendiamo.

“Gregorio” Gregucci detto Ahò
Lunedì sulla pagina Facebook ufficiale della società è comparso un attacco diretto verso l’arbitro Degli Esposti di Bologna: ok, l’arbitro può essere una scusante nel momento in cui la squadra fa la sua partita e lui la condiziona in maniera grave, ma se non si tira una volta in porta su azione come si fa ad attaccarsi all’arbitro?

Martedì è arrivato il balletto sull’allenamento a porte chiuse, poi aperte fino a giovedì, poi aperte sempre. L’allenamento inizialmente è stato annunciato a porte chiuse per tutta la settimana, poi un secondo comunicato parlava di porte aperte fino a giovedì, alla fine gli allenamenti sono stati effettuati a porte aperte.

Giovedì c’è stata la partitella al “Granillo” sotto gli occhi di Franco Colomba (presente in città per l’evento “La Notte Bianca dello Sport”) e la cosa che è saltata ai nostri occhi sono stati i tre gol subiti contro la juniores (la Cavese, in analoga partita, ha vinto 10-0). In serata, invece, il presidente in pectore Mimmo Praticò ha dichiarato a Radio Touring 104 che il budget della prima squadra si attesta sugli 800-850 mila euro. L’Akragas l’anno scorso ha vinto il campionato con un budget di 700 mila euro, mentre Massimo Mariotto diceva che a Reggio Calabria si può provare a vincere anche con 500 mila euro di budget sfruttando la passione che la tifoseria può dare. Resta il fatto che il direttore generale dice che questa squadra deve arrivare prima, se così non sarà bisognerà fare attente valutazioni anche sull’area tecnica.

Mimmo Praticò
Durante l’arco della settimana Arena è stato provato terzino destro, il ruolo che “Gregorio” Gregucci aveva cucito addosso a Ragusa. Riteniamo che Arena debba stare vicino alla porta partendo dall’esterno dove, con facilità, riesce a creare la superiorità numerica. Stamattina è stato provato davanti insieme a Zampaglione, domani cercheremo di sfruttare il contropiede. Sempre oggi D’Angelo è stato provato nella formazione titolare salvo poi non essere nemmeno convocato. La Cavese giocherà col 4-3-3 ed ha investito un milione di euro, quella col budget più alto. Dietro c’è l’Asd Reggio Calabria, sarà ora di dimostrarlo?
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Lo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni
Sono venti i convocati di Ciccio Cozza per la trasferta di Cava de’ Tirreni. Tante le assenze per scelta tecnica: saltano all’occhio quelle di Condomitti (può darsi che, dopo l’esordio di domenica scorsa, la sua avventura in amaranto sia già finita), D’Angelo e Dentice che domenica scorsa hanno fatto parte dell’undici titolare. Ecco la lista:

- Portieri: Comandè (‘98), Ventrella (’96)
- Difensori: Brunetti (’95), Carrozza (‘99), Cucinotti, De Bode, Maesano (‘96), Mautone
- Centrocampisti: Corso, D’Ambrosio (’97), Lavrendi, Mangiola (’97), Pescatore, Riva, Roselli
- Attaccanti: Arena, Bramucci (‘96), De Marco (’96), Pelosi (‘98), Zampaglione
- Indisponibili: Licastro (’95), Meduri (’97), Tiboni

Ricordiamo che l’orario della partita di domani è stato posticipato di un'ora, fischio d’inizio alle ore 16,00. La partita potrà essere seguita in diretta su Radio Touring 104 con la radiocronaca di Rocco Musolino e potrà essere vista in differita sempre domenica su Reggio Tv con inizio alle ore 21,15.
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venerdì 25 settembre 2015

IDDUSAPI BY NIGHT

Comunicazione di servizio: informiamo il popolo amaranto, preso da improvvise ed inspiegabili paure, che domenica affronteremo la Cavese al “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni (foto) e non la Juventus allo “Stadium” di Torino.





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giovedì 24 settembre 2015

IDDUSAPI BY NIGHT

“Rivogliamo la nostra storia!” cantava il popolo amaranto domenica allo stadio. La dirigenza dell’Asd Reggio Calabria ha deciso di venire incontro ai desideri della sua gente ripristinando il marchio di fabbrica amaranto: il 3-5-2!





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mercoledì 23 settembre 2015

IDDUSAPI BY NIGHT

125 partite con la Reggina, 2 gol (contro Piacenza e Roma in Serie A), tante battaglie vinte, l’ultima delle quali a Messina. Adesso hai deciso di appendere le scarpette al chiodo. Sei arrivato piccino qui e ti sei tatuato l’amaranto sulla pelle. Grazie Bruno Cirillo, grazie guerriero.
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martedì 22 settembre 2015

IDDUSAPI BY NIGHT

Cambiano stagioni, presidenti, giocatori, dirigenti, allenatori, categorie, loghi, marchi, sindaci, assessori, persino il nome ma è sempre 3-5-2 e non si sa come.
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lunedì 21 settembre 2015

TATTICAMENTE Reggio Calabria-Leonfortese 0-1

Vediamo se ci riusciamo così a spiegare qualche differenza tra una squadra organizzata ed una no. Ci viene in aiuto una frase comica delle comari Mela e Tota, che ascoltavamo quando eravamo piccoli: non sacciu quantu cantara i puma cunsumai ma a fini a centrai (riferito all’arciere Guglielmo Tell col figlio). Di allenatori ne sono passati con la mela in testa, questa è l’ennesima prova, vediamo quante immagini (mele nella frase presa in prestito) serviranno. In quest’immagine la Leonfortese che compatta, stretta tra le linee, difende come si deve, non lasciando spazi tra i reparti.

Questa è l’immagine dell’Asd Reggio Calabria: se volete commentiamo ma appare superfluo. Diciamo solo che il giocatore indicato con il cerchio viola ha un “certo spazio” per ragionare e vedere il gioco, mentre quello indicato con la freccia gialla, come l’altra volta a Roccella, ha un altro “certo spazio” dove andare a ricevere.

Il pallone arriva al centrocampista che si guarda il panorama mentre il giocatore cerchiato in verde sta per dirigersi verso il vuoto.

Eccolo in beata solitudine ricevere un passaggio semplice, con tutto il tempo, dato dallo spazio a disposizione, di girarsi in quella porzione di campo.
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Questo su Tiboni è rigore, Pettinato si disinteressa del pallone e lo abbatte. Scriviamo dall’inizio che bisognerebbe capire il perché di certi comportamenti arbitrali, quest’azione terminerà in corner dopo la parata del portiere. Se non danno in casa questi rigori significa qualcosa, a Parma o Venezia siamo sicuri sarebbe andata in modo diverso, qui si era ancora sullo 0-0.

Dalla curva si è visto benissimo, Tiboni è l’unico che va a protestare, l’atteggiamento dell’arbitro è strano e non vale il concetto della regola del vantaggio perché l’unico vantaggio dopo un rigore è il gol.
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Questo è il gol della Leonfortese. Andando soltanto sulla parte conclusiva si nota il portiere Ventrella troppo fuori.

Inizia a correre verso la porta senza rendersi conto della posizione.

Finisce in controtempo (vedi direzione rossa) rispetto ad una lenta “ciabattata” verso il centro della porta. Questo ragazzo è il portiere di una squadra che mira al vertice?
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sabato 19 settembre 2015

Domani REGGIO CALABRIA-LEONFORTESE

PRESA D’ATTO
Giocare a Reggio non è come farlo a Roccella o a Leonforte

Lo splendido panorama di Leonforte
La quarta di campionato ci propone la Leonfortese, squadra di un comune di Enna con meno di quattordicimila abitanti, Leonforte appunto, che ha quattro punti in classifica, frutto della vittoria alla prima in casa con lo Scordia di Giorgio Corona e del pari casalingo con l’Agropoli mentre tre giorni prima avevano perso con la Palmese. Si tratta di una squadra che sta vivendo il suo momento di apice in tutta la sua storia, grazie alla doppia promozione ottenuta negli ultimi 3 anni, passando dalla Promozione alla Serie D, raggiungendo per la prima volta questo storico traguardo. Il miglior piazzamento per la squadra leonfortese è il settimo posto ottenuto lo scorso anno.

Contro l’Asd Reggio Calabria sarà il loro esordio al Granillo, speriamo sia la prima e l’ultima perché, reduci dalla batosta di Roccella, ci viene in mente la canzone di Ron “Vorrei incontrarti tra cent’anni”! Fermo restando che probabilmente anche la visita del ritorno a Leonforte rappresenterà un ulteriore arricchimento culturale del nostro patrimonio come tifosi.

A proposito della gara di Roccella, senza farci del male ulteriore, vanno ricordati gli errori sul campo, perché da quelli poi nascono gli imbarazzi, le paure che poi diventano scoramento e delusione. Siamo solitamente bravi, nel nostro ambiente, a parlare degli effetti provocati, per analizzarli e sviscerarli, perdendoci di vista le cause che determinano certi comportamenti in campo che fanno apparire poco presente la squadra. Se undici giocatori stanno compatti ed alti, lasciando poco spazio agli avversari e muovendosi in sincronia, non ci stanno tenendo più degli avversari alla gara ed al risultato, sono semplicemente più organizzati o più bravi. A maggior ragione tale differenza risulta più ampia quando proprio gli avversari si propongono sfilacciati e senza una strategia nelle due fasi di gioco. I giocatori del Roccella non sono stati bravi solo nel pressing, nell’aggressività; sapevano chi attaccare, conoscevano i punti deboli dell’avversario, in sintesi, hanno studiato bene.  

In settimana si è chiuso il mercato, questi saranno gli uomini che giocheranno fino a gennaio, probabilmente sarebbe servito qualche innesto, perché certe gare dovrebbero suonare come campanello d’allarme ma evidentemente si è reputato talmente valido l’organico da non dover intervenire ulteriormente. Sarà il tempo a rispondere a tutto ciò: se si è trattato di una giornata storta, se ci sono ancora problemi di amalgama oppure sono già venute fuori eventuali carenze tattiche o di organico. Sicuramente un dato è certo: Reggio Calabria, con i suoi straordinari tifosi, merita ben altro.

Gli splendidi tifosi amaranto a Roccella
Per un paio di bottigliette di plastica vuote cadute in campo c’è stata la sanzione spropositata della gara a porte chiuse, poi sospesa grazie al tempestivo ricorso la cui valutazione è rimandata alla prossima settimana. Sembra incredibile come si possa refertare al contrario una giornata di sport conclusasi con la squadra di casa sotto il settore ospite ad applaudire, basterebbero due semplici foto per dimostrare che forse l’eccessivo caldo ha inciso sulle valutazioni di chi ha scritto come se ci fossero stati problemi di ordine pubblico. Non bisogna lanciare nulla in campo, neanche quando si è arrabbiati, questo va ribadito, però la sanzione è completamente slegata dalla realtà dei fatti avvenuti.

Intanto c’è la gara con la Leonfortese, ci sarà un grosso pubblico per la D ma va detto che gli abbonamenti hanno subito un certa frenata rispetto alla settimana precedente a causa della pessima figura sulla jonica che ha smorzato un certo entusiasmo dimostrato da circa mille presenze tifosi in trasferta, seppur vicina (per noi 108 km sono niente, al Nord le chiamano “trasfertone”), di mercoledì pomeriggio.

L’apertura del pubblico verso questa realtà è stata complessivamente eccezionale considerato tutto ciò che si è visto negli ultimi anni, la responsabilità è grande ma anche gratificante: dirigere, allenare e giocare a Reggio Calabria non è come farlo a Roccella, a Leonforte e negli altri luoghi di questa serie D.

Prendetene atto!
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Mister Cozza oggi in conferenza stampa con Peppe Praticò
Il tecnico Francesco Cozza ha diramato l’elenco dei calciatori convocati per la 4° giornata di campionato tra l’ASD Reggio Calabria e la Leonfortese. La lista dei ventitré convocati:

- Portieri: Ventrella (‘96), Comandè (‘98), Licastro
- Difensori: Carrozza (‘99), D’Angelo, De Bode, Dentice (‘95), Maesano (‘96), Mautone
- Centrocampisti: Condomitti, Corso, D’Ambrosio (’97), Lavrendi, Meduri (‘97), Pescatore, Riva, Roselli
- Attaccanti: Arena, Bramucci (‘96), De Marco (’96), Pelosi (‘98), Tiboni, Zampaglione

La partita di domani (inizio ore 15.00) potrà essere seguita in diretta su Radio Touring 104 (ed in simulcast televisivo su Video Touring 655) con la radiocronaca di Rocco Musolino.
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giovedì 17 settembre 2015

TATTICAMENTE Roccella-Reggio Calabria 3-1

La cosa più bella della giornata è quest’immagine di solo una parte dei reggini presenti, perché all'inizio nella tribuna opposta, da dove provengono le immagini, si era minimo metà e metà.
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Partiamo da quello che per molti sarebbe il primo problema della squadra, cioè, Tiboni. Premesso che soltanto nel gruppo Area Amaranto, quando ne è stato annunciato l’acquisto, siamo andati a vedere presenze e gol in carriera, mentre in altri luoghi si smanettava sulle minchiate, ok? Non è un goleador perché 10 anni di carriera e trenta gol, come avevamo scritto, fanno 3 di media, ok? Andiamo avanti perchè dopo la discreta partita con la Sarnese, non è stato certamente lui la causa della sconfitta a Roccella. Qui riceve spalle alla porta, la loro difesa è alta, il centrocampo che pressa.

Dopo aver ricevuto e virato verso sinistra, vede lo scatto di Zampaglione e mette un pallone, di sinistro, a scavalcare la difesa.

E’ un buon pallone sulla corsa di Zampaglione che cade alle spalle del terzino avversario, poi l’azione si conclude con un tiro a lato ad incrocio.
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Lancio da dietro verso Tiboni che si propone a sinistra.

Controlla la palla attendendo l’arrivo dei compagni.

Dribbla verso l’interno, con l’aiuto di un mezzo rimpallo irrilevante.

Si porta la palla verso il centro e la passa.

Arena la gira dietro a Zampaglione che poi conclude in porta, il portiere si tuffa e para. Questa è la cosa migliore della partita.
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Questo è il primo gol, si dovrebbe partire da prima ma la storia ve la raccontiamo. Sul solito lancio verso la zona di Maesano, zona vincente loro perché ci giocava Laaribi, il terzino ma soprattutto s’inseriva Criniti che è stato una spina nel fianco, Ventrella, durante la traiettoria, diceva al terzino “se vuoi…” intendendo darmela dietro. Ne esce un tocco verso dietro che regala il corner. Battuto il corner, il cross è nell’area piccola, il portiere potrebbe bloccare ma preferisce andare coi pugni. La palla ritorna sui piedi di Laaribi (che aveva battuto il corner) e proprio qui avviene l’errore di posizione: nella fase di uscita e rientro la squadra si ritrova spezzata in due (riquadri in giallo), con avversari liberi a piacere in area, disorganizzazione TOTALE!  Palla al compagno che va in fondo ed effettua il cross, le posizioni da guardare in questo momento, mentre Minici colpisce di testa (poi palo e gol di Dorato) sono i due giocatori cerchiati in rosso, quindi Arena non i difensori che sono più avanti.
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Laaribi in possesso palla, le linee di centrocampo e difesa inizialmente non sono distantissime, è con lo sviluppo delle azioni che si perdono.

Qui si sta proponendo da dietro Criniti (proprietario del pallone ieri) e come si può ben vedere, la difesa indietreggia dentro l’area, su un passaggio laterale arretrato. Quando si dice o si scrive che la squadra è stata presuntuosa ed altre amenità, qui invece avviene ciò che si è visto in larghi tratti di partita, cioè, eccessivo timore! Il punto interrogativo è messo lì per indicare. Oltre il resto dei difensori che sono corsi dietro, anche che cazzo andate dicendo!

Criniti scende su quella fascia, dribbla Maesano che ingenuamente entra quando dovrebbe temporeggiare (sono anni che lo scriviamo ma niente) e nota un piazzale larghissimo da puntare. Abbiamo evidenziato la zona LIBERA e clamorosa di una squadra che sta difendendo, c’è una trasparenza da cui si può osservare che lì c’è solo l’arbitro!

Con grande comodità si appresta ad un assist di esterno sinistro, nella più totale tranquillità e solitudine. Arriverà il secondo gol neanche questo in fuorigioco perché mentre un difensore parte tardi in avanti, si inserisce Dorato da posizione regolare al momento del cross.
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Su una punizione ben battuta che piomba in area, Zampaglione ha una buonissima palla da spingere dentro ma spreca colpendo la traversa con un tiro sporco.
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Il terzo gol ve lo hanno raccontato come una minchiata di De Bode e amen. Troppo facile. Qui Tiboni passa di petto dietro, notate la linea difensiva del Roccella, indicata in amaranto, come stava alta.

La palla da Arena va a Dentice mentre gli avversari si producono nel solito pressing, si può notare il giocatore cerchiato in verde.

Siccome sono il Roccella e non il Barcellona, il giocatore in verde (Riva) era libero e si era proposto ma dal terzino la palla va a Mautone (linea arancione). Non è avvenuto il passaggio in verticale al centrocampista per mancanza di umiltà o perché eravamo talmente cauti o meglio timorosi? Invece di servire Riva (linea bianca), il pallone è andato vero De Bode (linea rossa), ma ancora non è finita.

Su De Bode arriva come un treno Criniti, pressing vincente che incute timore al difensore dai cui piedi esce un retropassaggio timido trasformato in gol dall’avversario.
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Quest’immagine solo per dire come arriva il gol dell’uno a tre. Lancio lungo per Tiboni che salta, sfiora il pallone, la palla cade lì, si crea un certo imbarazzo tra difensore e portiere e ne approfitta Bramucci per intervenire e fare gol.
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Prima avevamo visto un buon lancio di sinistro, adesso Tiboni, dopo aver ricevuto spalle alla porta, la gira di destro verso la fascia.

Sarebbe una palla da mettere dentro ma qui e soltanto qui, dopo la distruzione tecnico tattica del resto della gara, si pecca di presunzione, mancanza di umiltà e tutto quello che volete perché si cerca un tacco inappropriato…
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